Ogni strada ha una storia, e una vita. Gli studenti le cercano, le rielaborano e le condividono: ricerca, competenze digitali e senso civico in un unico percorso.
Gli studenti scelgono liberamente una via o una piazza della loro città. Ne esplorano la storia (chi era il personaggio cui è intitolata, perché porta quel nome) ma anche la vita che oggi ci scorre dentro: i personaggi che vi abitano, gli avvenimenti recenti che l'hanno caratterizzata, le storie ancora da scoprire.
Il percorso di ricerca (condotto su fonti diverse, rielaborato con parole proprie) si conclude con la creazione di una pagina web che entra a far parte di un database nazionale sul patrimonio stradale italiano.
Chi lo porta avantiMi chiamo Franco Tamoni, laurea con lode in Filosofia, un master nel terzo settore, esperienza nell'editoria multimediale e nel restauro cinematografico, da oltre dieci anni impegnato nell'insegnamento e nella formazione. Animatore digitale, mi occupo da sempre di tecnologia al servizio delle persone. Vivo e lavoro a Ferrara.
«Ogni strada racconta una storia. Via Per Via insegna agli studenti a leggerla.»
Ogni studente (o piccolo gruppo) sceglie liberamente una strada o piazza della propria città, seguendo curiosità o interesse personale.
Si esplora la storia dietro il nome e la vita che oggi scorre in quella via: libri, archivi, web, ma anche uscite sul campo, conversazioni con residenti e commercianti, interviste a persone di interesse. Tutto rielaborato con parole proprie.
I materiali vengono organizzati in una pagina web con testo, mappa interattiva, immagini e (facoltativamente) un'intervista audio o video.
La pagina entra nel database nazionale e viene presentata alla comunità locale: Comune, Pro Loco, famiglie, stampa.
Gli studenti sviluppano appartenenza al proprio territorio, comprendendo la storia della comunità in cui vivono attraverso le sue strade.
Creare una pagina web, usare mappe interattive, gestire materiali multimediali: competenze applicate, non simulate in esercizi astratti.
Il progetto attraversa italiano, storia, geografia, arte ed educazione civica in modo naturale, senza forzature curricolari.
Ogni studente lavora al proprio livello: la scelta è libera, la profondità adattabile, il contributo sempre valido e valorizzato.
Il lavoro non finisce nel cassetto: entra in un database pubblico e può raggiungere la comunità locale, le Pro Loco, il Comune.
Valutare le fonti, distinguere informazioni attendibili, sintetizzare e rielaborare: un antidoto al copia-incolla, fin dai primi anni.
Le nuove Indicazioni Nazionali (D.M. 221/2025, in vigore dall'a.s. 2026/27) chiedono alla scuola di essere comunità educante aperta al territorio, di lavorare per compiti di realtà e di leggere il mondo dal locale al globale. Via Per Via nasce esattamente su queste coordinate: ecco le corrispondenze principali, disciplina per disciplina.
| Indicazioni 2025 | In Via Per Via |
|---|---|
| Geografia: transcalarità – dal quartiere al mondo | Dalla via al personaggio, dal personaggio alla storia nazionale, e ritorno |
| Geografia: territorializzazione e paesaggio | La via come laboratorio di come una comunità abita e trasforma il suo spazio |
| Storia: la storia locale nel quadro nazionale | La toponomastica come fonte storica, dall'archivio comunale al contesto generale |
| Arte: Diario visivo – emozioni, tecnica, contesto | Gli elaborati grafici dell'uscita sul campo raccolti in un Diario visivo di via |
| Italiano: scrittura come processo | Bozza → revisione fra pari → revisione docente → pubblicazione |
| Comunità educante e curricolo comunitario | Interviste a residenti, esperti, commercianti: il territorio entra nel curricolo |
| Compiti di realtà e cittadinanza attiva | Una pagina pubblica in un database nazionale, restituita a Comune e Pro Loco |
📄 Visualizza la mappa completa di corrispondenza →
Uno strumento pronto per il PTOF, il curricolo d'istituto e la delibera del collegio docenti.
Il progetto è strutturalmente flessibile: si adatta ai livelli di competenza, agli strumenti disponibili e al tempo che ogni classe può dedicargli.
Ricerca guidata, pagine semplici, forte componente grafica e narrativa
Ricerca più autonoma, approfondimenti storici, introduzione al coding HTML
Ricerche complesse, interviste strutturate, produzione video, riflessioni critiche
Scopri come funziona il progetto nel dettaglio, oppure guarda subito come appare il lavoro di una classe.
Via Per Via Education è un progetto modulare, adattabile a ogni ordine e grado, che guida gli studenti nella scoperta del patrimonio storico e culturale della propria città attraverso ricerca, scrittura e tecnologie digitali.
Il progetto invita gli studenti a scegliere liberamente una via o una piazza della loro città e a esplorarla su due piani: la storia che ne spiega il nome (il personaggio, l'evento o il luogo alla base dell'intitolazione) e la vita che oggi ci scorre dentro, fatta di persone da incontrare, avvenimenti recenti da raccontare, storie ancora da scoprire. Il risultato è una pagina web personale che raccoglie testi originali, una mappa interattiva, immagini e, facoltativamente, interviste audio o video a persone ritenute interessanti o esperti locali.
Le pagine vengono poi inviate al sito nazionale www.viapervia.education, dove entrano in un database pubblico, dando al lavoro degli studenti una visibilità e un impatto concreti, al di là delle mura scolastiche.
Il progetto si sviluppa in quattro fasi principali, su un arco di 4–8 settimane:
Il progetto nasce nell'alveo dell'Educazione Civica ma attraversa naturalmente molte discipline:
Via Per Via non è un esercizio di copia-incolla. Il testo "...per via" deve essere scritto con parole proprie, a partire da fonti diverse e verificate. Questo approccio sviluppa il pensiero critico, la capacità di valutare le fonti e di costruire un punto di vista personale sui temi trattati.
Il progetto ha ampi margini di personalizzazione: gli studenti più capaci possono essere sfidati con ricerche approfondite; chi ha bisogno di supporto può lavorare con materiale semplificato e maggiore guida. La struttura è inclusiva per definizione.
Le nuove Indicazioni Nazionali (D.M. 221/2025, in vigore dall'a.s. 2026/27) chiedono alla scuola di essere una comunità educante aperta al territorio, di lavorare per compiti di realtà e di leggere il mondo dal locale al globale. Le pagine create da Via Per Via vanno esattamente in questa direzione: possono diventare una vera risorsa per la comunità (associazioni locali, Pro Loco, Comuni, guide turistiche). Il coinvolgimento del consiglio comunale dei ragazzi può trasformare il progetto in un atto concreto di cittadinanza attiva, portando all'attenzione degli amministratori locali il lavoro svolto dagli studenti.
Chi aderisce al progetto riceve un kit di materiali pronti all'uso. Al suo interno ci sono tre Unità di Apprendimento (una per ogni ordine scolastico) pensate come punto di partenza che ogni insegnante può adattare alla via scelta, al consiglio di classe e al contesto territoriale.
Ogni UDA include competenze chiave europee, traguardi di sviluppo delle competenze, fasi operative dettagliate, indicazioni metodologiche e rubriche di valutazione.
I materiali prodotti dagli studenti vengono condivisi con licenza Creative Commons BY-NC-SA: è consentita la condivisione, la modifica e l'utilizzo non commerciale, con attribuzione degli autori originali e condivisione sotto la stessa licenza. La scuola mantiene la titolarità del progetto; gli studenti e gli insegnanti conservano i diritti sulle proprie creazioni individuali.
Questa pagina riproduce il risultato finale di un percorso Via Per Via. Ogni classe o gruppo realizzerà una pagina simile, dedicata a una via o piazza della propria città. I contenuti grafici e multimediali sono indicativi.
Questa via si chiama così per via di Antenore Magri, un pittore che viveva a Ferrara. È nato il 22 gennaio 1907 ed è morto il 26 maggio 1978, sempre a Ferrara. Tutta la sua vita è rimasta in questa città.
Da giovane ha studiato alla Scuola d'Arte Dosso Dossi, che esiste ancora oggi. Per un po' ha lavorato insieme a suo padre a dipingere le pareti delle ville, noi non sapevamo che esistesse questo mestiere! Però quello che gli piaceva davvero era dipingere quadri, e ha cominciato ad andare alle mostre d'arte.
Una cosa che ci ha sorpreso è che Magri ha fatto parte di un gruppo di pittori futuristi, il gruppo Savarè. I futuristi dipingevano in modo molto moderno per l'epoca. Grazie a loro ha conosciuto Corrado Forlin, un altro pittore famoso. Nel 1942 il suo nome è apparso nel catalogo della Biennale di Venezia, che è una delle mostre d'arte più importanti del mondo.
Nel 1944 la guerra ha distrutto la sua casa e lui con la famiglia ha dovuto andare via. Secondo noi questa è stata la cosa più difficile della sua vita. Dopo la guerra ha continuato a dipingere, ma i suoi quadri sono diventati più tranquilli e silenziosi.
Nel 1957 ha fatto una grande mostra tutta sua a Venezia. Da quel momento ha esposto i suoi quadri in tutta Italia. Ha anche aperto una galleria d'arte, quindi faceva sia il pittore che il gallerista.
Gli anni Sessanta sono stati quelli in cui dipingeva meglio, almeno secondo gli esperti. Anche a noi piacciono molto i suoi quadri di quel periodo.
Secondo noi è giusto che gli abbiano dedicato una via. Magri ha vissuto la guerra, ha perso la casa, ma non ha smesso di dipingere. I suoi quadri raccontano com'era Ferrara nel Novecento, e questo è importante per non dimenticare.
Fonti consultate
Dopo aver conosciuto il pittore, siamo tornati sulla sua via per guardarla con occhi nuovi. Via Antenore Magri non è nel centro antico: è una strada di quartiere, costruita nel dopoguerra, con palazzine, un piccolo parco e qualche negozio. A camminarci, non diresti mai che dietro quel nome c'è tutta questa storia.
Ed è proprio questo che ci ha colpiti: una via nuova porta il nome di un pittore che ha attraversato il Novecento, è arrivato fino alla Biennale di Venezia ed è poi tornato a Ferrara. Partendo dal marciapiede sotto casa e seguendo un nome sulla targa, siamo saliti fino a Venezia e agli anni della guerra, e poi siamo tornati qui, dove i suoi quadri raccontano ancora com'era la nostra città.
Abbiamo anche chiesto a un signore del bar all'angolo se sapesse chi fosse Antenore Magri: non lo sapeva, come quasi tutti quelli a cui l'abbiamo domandato. Ci è sembrato un motivo in più per raccontarlo.
📌 Ferrara (FE), Emilia-Romagna · Fonte: OpenStreetMap (licenza ODbL)
Ogni elaborato ha una didascalia in tre righe: cosa abbiamo provato, come l'abbiamo realizzato e cosa racconta del luogo.
Cosa ho provato: curiosità, perché di lui restano poche foto e il volto ce lo siamo dovuti immaginare.
Come l'ho fatto: a tecnica mista, ispirandomi ai colori dei suoi quadri.
Cosa racconta: che un volto quasi dimenticato può tornare a vivere in un disegno.
Cosa ho provato: tristezza pensando alla sua casa distrutta dalla guerra nel 1944.
Come l'ho fatto: a matita, copiando le forme dalle fotografie d'archivio del Comune.
Cosa racconta: com'era la città che Magri ha dipinto e poi ha dovuto abbandonare.
Dalla trascrizione
«Magri non è un pittore da manuale, ma è esattamente il tipo di artista che tiene viva la memoria di una città: i suoi quadri sono quasi un archivio visivo della Ferrara del Novecento.»
– l'esperta intervistata
L'intervista è pubblicata in formato audio e accompagnata dalla trascrizione integrale, così è accessibile anche a chi non può ascoltarla.
Prima di questa ricerca passavo in questa via senza farci caso. Adesso ogni volta guardo le finestre e penso a un pittore che ha vissuto la guerra e non ha mai smesso di dipingere.
– Marco, 5ª B
La cosa che mi è rimasta è che un artista importante possa essere quasi dimenticato. Raccontarlo su questa pagina è come restituirgli un po' di voce.
– Elena, 5ª B
Mi è piaciuto immaginare il suo ritratto: non sappiamo esattamente com'era, ma adesso nella mia testa Magri ha una faccia.
– Sofia, 5ª B
La pagina non è rimasta in classe. L'abbiamo presentata al Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze di Ferrara e inviata al database nazionale di Via Per Via, dove chiunque può leggerla.
Abbiamo anche fatto una proposta: chiedere alla Scuola d'Arte Dosso Dossi (dove Magri studiò da ragazzo) di dedicargli una piccola esposizione, così che la via e il suo pittore tornino a incontrarsi. La stampa locale ha raccontato il nostro lavoro.
Ogni clic porta a una pagina di esempio, con contenuti dimostrativi creati per mostrare il funzionamento del progetto, in attesa delle prime adesioni reali.