Strade rinominate, figure discusse, toponomastica femminile, vie senza personaggio:
il materiale che trasforma il passaggio più interessante del progetto in un percorso strutturato.
Storia · Educazione civicaTutti i gradi scolasticiA.S. 2025/2026
Introduzione
Perché questa scheda
La toponomastica non è un elenco neutro di nomi: è una scelta politica e culturale
che ogni comunità compie e rivede nel tempo. Chi decide a chi intitolare una via decide
chi merita di essere ricordato ogni giorno, sulle targhe, negli indirizzi, nella memoria
quotidiana. Per questo le vie "difficili" — quelle rinominate, contestate, o
significativamente assenti — sono le più ricche dal punto di vista educativo: obbligano
a maneggiare fonti, punti di vista e responsabilità. Esattamente ciò che le Indicazioni
2025 chiamano pensiero critico e cittadinanza attiva.
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Traccia
Strade rinominate: la città che cambia idea
Il fenomeno
Le città italiane hanno rinominato strade a ogni svolta storica: dopo l'Unità, durante il
fascismo, dopo la Liberazione, e ancora oggi. Molte vie hanno avuto tre o quattro nomi in
un secolo. La delibera di rinominazione, conservata in archivio comunale, è una fonte
primaria straordinaria: dice chi ha deciso, quando, e con quali motivazioni.
Domande di ricerca
La nostra via ha sempre avuto questo nome? Come si chiamava prima, e perché è cambiato?
Cosa succedeva in Italia nell'anno della rinominazione?
Gli abitanti più anziani ricordano il nome precedente? Lo usano ancora? (le denominazioni
popolari che sopravvivono a quelle ufficiali sono un tema bellissimo per le interviste)
Attività per grado
Primaria: confronto fra una mappa storica della città (spesso disponibile
in biblioteca o sul sito del Comune) e la mappa attuale: caccia alle vie che hanno cambiato
nome.
I grado: ricostruire la "biografia" di una via rinominata: linea del
tempo dei nomi con gli eventi storici corrispondenti.
II grado: analisi della delibera originale in archivio: chi ha proposto,
chi ha votato, quali argomenti; confronto con il dibattito pubblico dell'epoca (giornali
locali).
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Traccia
Figure discusse: quando l'intitolazione divide
Il fenomeno
Alcune intitolazioni sono oggi oggetto di discussione pubblica: vie dedicate a protagonisti
del colonialismo italiano, a figure del ventennio, a personaggi la cui eredità è stata
rivalutata criticamente. In diverse città italiane sono nati progetti di "risignificazione":
non sempre si rinomina, a volte si aggiunge una seconda targa che spiega e contestualizza.
Domande di ricerca
Chi era davvero questa persona? Cosa dicono fonti diverse (e di orientamento diverso)?
Perché la comunità dell'epoca scelse di intitolarle una via? Quella scelta verrebbe
rifatta oggi?
Rinominare, aggiungere una targa esplicativa o lasciare tutto com'è: quali argomenti
sostengono ciascuna posizione?
Attività (consigliata per il II grado, adattabile alla 3ª del I grado)
Debate strutturato: tre squadre (rinominare / targa contestualizzante /
mantenere), ciascuna costruisce l'argomentazione su fonti verificate. Il testo "...per via"
che ne nasce può dar conto della controversia in modo equilibrato — un esercizio di
scrittura divulgativa di altissimo livello.
Attenzione metodologica per il docente
L'obiettivo non è arrivare al "verdetto giusto" ma mostrare come una comunità democratica
discute la propria memoria. Il testo pubblicato riporta le posizioni, non prende partito a
nome della scuola.
3
Traccia
Toponomastica femminile: chi manca sulle targhe
Il fenomeno
In Italia le vie intitolate a donne sono una minima parte del totale (le rilevazioni delle
associazioni che si occupano del tema indicano stabilmente percentuali a una cifra, in gran
parte sante e madonne). È un caso di scuola di come la memoria pubblica selezioni — e di come
si possa intervenire: molti Comuni hanno avviato programmi di riequilibrio, spesso proprio
su proposta delle scuole.
Domande di ricerca
Quante vie della nostra città sono intitolate a donne? E a uomini? Contiamole.
Chi sono queste donne? Quante sono figure religiose, quante scienziate, artiste,
partigiane, sindache?
Quali donne legate al nostro territorio meriterebbero una via e non ce l'hanno?
Attività per grado
Primaria: il "censimento delle targhe" nel quartiere della scuola:
conteggio maschi/femmine su un campione di vie, rappresentato con un grafico semplice. Poi:
"la via che vorrei" — ogni alunno propone una donna (anche della propria famiglia o comunità)
e motiva la scelta.
I grado: censimento sull'intero stradario comunale (spesso scaricabile
come open data dal sito del Comune: ottimo esercizio di dati reali), grafico, e scheda
biografica delle donne trovate.
II grado: dal censimento alla proposta formale di
intitolazione al Comune (la normativa di riferimento è la L. 1188/1927, che regola
la toponomastica e richiede di norma che siano trascorsi 10 anni dalla morte della persona):
individuazione della figura, dossier biografico, lettera all'Ufficio Toponomastica. Si
aggancia perfettamente alla Fase di restituzione alla comunità — ed è cittadinanza attiva nel
senso più letterale.
Per approfondire
Esistono associazioni e progetti nazionali dedicati al tema (il più noto è
"Toponomastica femminile") con dati, mappe e concorsi per le scuole: la scheda suggerisce di
consultarli come fonte e possibile partner.
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Traccia
Le vie senza personaggio: Via del Forno, Via degli Orti, Via Larga
Il fenomeno
Non tutte le vie celebrano qualcuno. Gli odonimi descrittivi — mestieri
(Via dei Calzolai, Via del Forno), morfologia (Via Larga, Vicolo Stretto, Via del Ponte),
elementi naturali e agricoli (Via degli Orti, Via del Prato), destinazioni (Via del Mare,
Strada per…) — sono spesso i nomi più antichi della città, e raccontano
storia sociale ed economica meglio di molte biografie: dove si lavorava, cosa si coltivava,
come era fatta la città prima delle trasformazioni moderne.
Il format "...per via di" funziona benissimo anche qui ("...per via dei forni che dal
Trecento cuocevano il pane per il quartiere"), ma la ricerca cambia natura: meno biografia,
più storia urbana e sociale. Senza una traccia, il rischio è che queste vie sembrino "di
serie B" e vengano scartate. Sono invece perfette per la primaria (concrete, visualizzabili,
spesso vicine a scuola).
Domande di ricerca
Cosa c'era in questa via che le ha dato il nome? C'è ancora, o ne resta traccia (un'insegna,
un edificio, una forma del tracciato)?
Che mestiere era? Come si svolgeva? Esiste ancora, e com'è cambiato?
La forma della via (larga, stretta, curva) racconta qualcosa di com'era la città?
Attività per grado
Primaria: "il mestiere scomparso" — ricerca sul mestiere che dà il nome
alla via, intervista a un artigiano attuale dello stesso settore (il fornaio di oggi per Via
del Forno), disegno del mestiere com'era e com'è per il Diario visivo.
I grado: lettura morfologica: confronto tra il tracciato della via su
mappa storica e attuale (catasti storici, spesso digitalizzati); ipotesi sul perché di quella
forma.
II grado: la via descrittiva come fonte per la storia economica e sociale
della città: dove si concentravano i mestieri, come si è spostata la produzione, cosa
raccontano le insegne storiche sopravvissute.